CORIGLIANO-ROSSANO – Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi torna ad attaccare la regione. Questa volta il messaggio è diretto al consigliere regionale Caputo.
“Dopo l'exploit dell'assessore regionale all'Ambiente, Montuoro, che è riuscito ad aggiungere un'altra vergogna a quella della mancata messa in sicurezza dell'argine del Crati, bloccando i conferimenti ai Comuni in emergenza e cercando di coprirsi attribuendo a noi i debiti che hanno contratto le loro amministrazioni, il quasi assessore regionale Caputo aggiunge un'altra perla”.
“Secondo il consigliere regionale sarebbe normale che un ufficio straordinario come quello del Commissario per il Dissesto Idrogeologico, in capo al Presidente della Regione, impieghi otto anni per spendere soldi che avrebbero salvato vite, aziende, case, strade: questo ci offre l'immagine plastica della visione di pubblica amministrazione di questa disastrosa Giunta regionale”.
“Ma tra le pieghe di ciò che dice il forse assessore Caputo si nasconde altro: parla del 2021 dimenticandosi che il centrodestra governa dal 2020 (o forse rinnegano i governatori precedenti?) e la beffa è che questa classe dirigente, imbarazzante, non ha dovuto nemmeno cercare i soldi perché li ha trovati in eredità dalla programmazione precedente”.
“Informo il consigliere Caputo che questo lavoro avrebbe dovuto iniziare da cronoprogramma nel 2020 e terminare nel 2021, ma si sa che con questa Giunta regionale la film commission è più importante del dissesto idrogeologico e confermo: il Governatore Occhiuto su 500 milioni di euro a disposizione, come Ufficio del Commissario, ha speso solo 4%, essendo responsabile diretto e senza scusanti di danni enormi alle persone, alle imprese, alle città, alla Calabria”.
“Le difese d'ufficio degli armigeri del governatore rappresentano un imbarazzo ulteriore rispetto alla inerzia totale nella quale ristagna la Regione Calabria su questo ed altri mille temi, per la quale sarebbe necessario semplicemente vergognarsi e chiedere scusa ai calabresi tutti, dalla Sibaritide alla Locride”.

