Torrenti, fossi e canaloni a Corigliano
Rossano: Antonio
Uva chiede chiarezza sulle competenze e interventi di
prevenzione
«Dopo le segnalazioni e i sopralluoghi serve una risposta concreta. La prevenzione non può iniziare dopo un’emergenza» CORIGLIANO-ROSSANO, 14 settembre 2026 – Ho nuovamente sottoposto all’attenzione delle istituzioni la situazione di alcuni torrenti, fossi e canaloni presenti nel territorio di Corigliano-Rossano, chiedendo una verifica complessiva dello stato degli alvei, la chiara individuazione delle competenze e, qualora ne ricorrano i presupposti, l’adozione degli interventi necessari. Nella mia qualità di Consigliere comunale e Consigliere provinciale, ho trasmesso una nota alla Prefettura – U.T.G. di Cosenza, alla Regione Calabria – Dipartimento competente in materia di Demanio Idrico e alla Provincia di Cosenza – Settore Ambiente. La comunicazione è stata inoltre trasmessa, per conoscenza, al Presidente della Regione Calabria, al Sindaco di Corigliano-Rossano, al Consorzio di Bonifica competente, a Calabria Verde, alla Protezione Civile regionale e al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP. La vicenda era già stata oggetto di precedenti segnalazioni. A seguito delle stesse sono stati effettuati sopralluoghi da parte del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP, che ha successivamente trasmesso una propria nota, e della Polizia Provinciale di Cosenza, intervenuta su incarico del Settore Ambiente della Provincia nei giorni 10 e 11. Nel corso delle verifiche è stata riscontrata la presenza di vegetazione, materiale inerte e depositi che, in alcuni tratti, rendono particolarmente difficoltoso l’accesso e la completa ispezione degli alvei. «Il fatto che siano già stati coinvolti diversi Enti e che siano stati effettuati sopralluoghi – dichiaro – dimostra che la questione merita un seguito concreto. Se in alcuni tratti la presenza di vegetazione e materiale rende difficile persino completare le verifiche, è necessario innanzitutto consentire agli organismi competenti di effettuare un accertamento completo e puntuale». Il nodo delle competenze Nella nota ho posto particolare attenzione alla necessità di individuare in maniera chiara e formale l’Ente competente per ciascun corso d’acqua interessato. «Non possiamo assistere a un continuo rimpallo tra Amministrazioni – sottolineo – soprattutto quando si parla di condizioni degli alvei e di regolare deflusso delle acque. Occorre sapere con chiarezza chi ha la competenza e chi deve assumere le eventuali iniziative necessarie». Ho quindi chiesto alla Regione Calabria di chiarire formalmente se i corsi d’acqua oggetto delle segnalazioni rientrino nelle proprie competenze e, qualora non sia così, di indicare espressamente quale sia l’Amministrazione competente. Alla Prefettura di Cosenza ho chiesto, per quanto di competenza, di favorire il necessario coordinamento tra gli Enti interessati, mentre alla Provincia di Cosenza ho chiesto anche di conoscere gli esiti delle attività svolte dalla Polizia Provinciale e gli eventuali ulteriori adempimenti ritenuti necessari. «Non faccio allarmismo, chiedo prevenzione» «Non sto sostenendo che la situazione determini automaticamente un pericolo imminente o un evento alluvionale. Non spetta al sottoscritto stabilirlo. Sono gli organismi tecnici competenti che devono effettuare le verifiche e valutare eventuali condizioni di criticità». «Quello che sto chiedendo è una cosa diversa e, a mio avviso, doverosa: prevenire anziché intervenire soltanto dopo un’emergenza. Se esistono criticità, devono essere individuate per tempo e affrontate prima che possano aggravarsi». Per questo motivo è stata richiesta una valutazione tecnica complessiva dello stato degli alvei, anche alla luce degli accertamenti già effettuati, nonché la valutazione di eventuali interventi di manutenzione, pulizia, rimozione del materiale presente e ripristino delle condizioni di regolare deflusso delle acque. È stato inoltre richiesto di conoscere quali interventi siano eventualmente già programmati, quale Ente ne abbia la competenza, quali risorse siano disponibili e quali siano i tempi previsti. «La tutela del territorio e della pubblica incolumità non può essere subordinata all’incertezza sulle competenze. Regione, Provincia, Comune e gli altri Enti interessati devono fare chiarezza e, ciascuno per le proprie responsabilità, dare risposte concrete. La prevenzione viene prima dell’emergenza e il territorio non può essere lasciato in attesa di un evento per capire chi deve intervenire».


