CORIGLIANO-ROSSANO – Non sono semplici ricorrenze ma autentici strumenti educativi. Ai Giorni della Merla e alla Candelora il Polo Infanzia Magnolia ha scelto di trasformare due tradizioni popolari in un unico percorso pedagogico sulla ciclicità del tempo, sul valore della memoria e sulla consapevolezza delle radici. Perché un bambino che comprende le stagioni e i simboli della propria cultura cresce con un’identità più solida e rispettosa.
A guidare il percorso è la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia, che rivendica con coerenza una linea educativa fondata sulla territorialità e sulla trasmissione consapevole delle tradizioni. Due momenti distinti – i Giorni della Merla e la Candelora – sono stati unificati in un unico cammino didattico: comprendere il passaggio dall’inverno alla primavera, dalla notte al giorno, dal freddo alla luce.
Nei giorni considerati i più freddi dell’anno, ai bambini è stata narrata l’antica leggenda del merlo. Dal racconto si è passati all’esperienza concreta: la ricostruzione scenografica di un camino, la creazione di due merli – uno bianco e uno nero – per spiegare il passaggio simbolico dalla purezza al cambiamento. Per simulare la fuliggine del comignolo, i bambini hanno immerso le mani nella tempera nera lasciando impronte su un telo bianco, trasformando il gesto creativo in consapevolezza simbolica. Non solo manualità, ma comprensione del ciclo delle stagioni, osservazione del cambiamento e interiorizzazione della tradizione popolare.
Il 2 febbraio, invece, in occasione della Candelora, i bambini sono stati accolti nella chiesa di San Paolo dal parroco don Giuseppe Scigliano un momento di benedizione delle candele, poi portate nelle loro case. Un gesto – spiega la pedagogista – che ha restituito senso alla tradizione della Presentazione di Gesù al Tempio e al simbolo della luce come speranza. Dalla chiesa in aula, dove il laboratorio ha dato forma al significato: candele tridimensionali realizzate con cartoncino e fiamme colorate per i bambini dell’infanzia; collage con pezzetti di cartoncino per i più piccoli del nido. Un percorso – ricorda ancora - che ha permesso di apprendere anche una tradizione spesso dimenticata; quella del presepe che, secondo cultura popolare, resta nelle case proprio fino alla Candelora e non fino all’Epifania.
Il nodo che unisce le due esperienze è chiaro: insegnare ai bambini che il tempo ha un ritmo, che le stagioni raccontano qualcosa, che la cultura non è un ornamento ma una radice. Quando educhiamo alle tradizioni – conclude Teresa Pia Renzo – non stiamo facendo folklore. Stiamo costruendo consapevolezza. Un bambino che comprende il passaggio dall’inverno alla luce, che conosce il senso di una leggenda o di una festa religiosa, impara che esiste una storia prima di lui e che lui stesso ne fa parte.
Insomma, insegnare la leggenda del merlo e accompagnare i bambini alle celebrazioni della Candelora significa offrire strumenti per leggere la realtà. Significa far comprendere che ogni cambiamento ha un tempo, che ogni passaggio ha un significato. È così che Magnolia continua a costruire una pedagogia del territorio capace di intrecciare cultura popolare, simboli religiosi e cicli naturali, affinché le nuove generazioni crescano radicate, consapevoli e capaci di custodire ciò che ricevono.


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