CORIGLIANO-ROSSANO – “La buona sanità è suffragata certamente da investimenti ma anche da un’organizzazione che sappia mettere in rete tutti gli attori che ne fanno parte. E per questo non occorrono soldi ma una visione globale e condivisa”.
Inizia così la nota stampa della consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo, che aggiunge: “Sia data ai Centri trasfusionali, in linea con il principio di continuità assistenziale, la possibilità di prescrivere ai politrasfusi i farmaci ferrochelanti. L’iter che oggi devono compiere i pazienti soggetti a trasfusione è il riflesso di una disorganizzazione sanitaria che anziché mettere al centro la persona immagina percorsi ad ostacoli infarciti di burocrazia e problemi logistici. Con un’interrogazione a risposta scritta chiedo al Presidente e alla sua giunta i motivi che impongono l’esclusione dei suddetti centri dall’elenco delle strutture che possono invece prescrivere questa tipologia di medicinali, cosa che già accade da nord a sud in regioni, tra le tante, come la Sicilia, la Puglia e l’Emilia Romagna”.
“L’esclusione dalla prescrizione qui in Calabria rappresenta un vero e proprio paradosso che ingenera una disconnessione assistenziale: il mancato riconoscimento dei centri trasfusionali tra i centri prescrittori crea una frattura nella continuità assistenziale. Il paziente trasfonde nel centro ma deve recarsi in un altro reparto per ottenere la ricetta del farmaco che serve proprio a gestire il ferro introdotto con quella trasfusione”.
“Un modello organizzativo che fa registrare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei Piani Terapeutici con il rischio concreto di interruzione della terapia. Come facciamo dunque a meravigliarci quando i dati parlano chiaramente di sfiducia dei cittadini verso il sistema assistenziale regionale?”.
“A complicare il quadro c’è la carenza di ematologi in molte aree della Calabria, causa di frequenti spostamenti verso i pochi centri autorizzati creando disparità territoriali, costi logistici e disagi per pazienti fragili che necessitano di cure costanti e ravvicinate. Doveroso dunque adottare un modello più adeguato al pari di altre regioni. Soprattutto se si parla di organizzazione e non di somme ingenti di denaro da investire” conclude.

