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DISSESTO IDROGEOLOGICO: PERCHÉ LA REGIONE NON INVESTE QUEI 500 MILIONI DI EURO?

18-03-2026 16:24

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DISSESTO IDROGEOLOGICO: PERCHÉ LA REGIONE NON INVESTE QUEI 500 MILIONI DI EURO?

Soldi in cassa e terreni abissati. La Politica non si sottragga dalle sue responsabilità

Sopralluogo, conta dei danni, promessa di aiuti. 

Altro giro, altra corsa.

 

Henry, Ulrike e Jolina: tre cicloni in tre mesi che mettono in ginocchio la Calabria e che cristallizzano in maniera netta e inequivocabile l’incapacità della nostra politica di attuare tutte quelle pratiche e quei lavori di prevenzione e manutenzione che di certo non possono dominare gli eventi atmosferici ma che di gran lunga possono limitare le perdite.

 

Ma oltre il danno si aggiunge la beffa. Perché i soldi per pianificare un globale ed efficacie piano contro il dissesto idrogeologico ci sono. Ci sono milioni per mettere in sicurezza gli argini dei fiumi, le aree più soggette a frane e per ripulire scoli e avviare azioni concrete per la difesa del suolo. Si tratta di oltre 500 milioni di euro tra fondi europei e PNRR. I fondi per difendere la Calabria e i calabresi c’erano e ci sono tutt’ora. Ma allora perché non sono stati spesi?

 

Tra le promesse di ristori, i fondi che il Governo nazionale stanzierà non si sa secondo quali criteri e quando, ricordiamo che c’è tempo fino al 3 aprile per fare richiesta di aiuti attraverso apposita piattaforma sul sito della Protezione civile, in mezzo ci sono le famiglie, le aziende. In mezzo ci sono intere comunità che restano schiacciate dagli eventi. Ma prevenire non è meglio che curare?

 

Evidentemente il Governo regionale non è di questo avviso. Prima passerella a gennaio, che ha visto la presenza in Calabria anche del Vicepremier Tajani. Seconda passerella, stavolta con la segretaria nazionale del Pd Elly Shlein, quando il Crati è esondato e la Sibaritide è rimasta letteralmente sott’acqua. Nelle ore scorse è stato il fiume Trionto a rompere gli argini facendo di Crosia la città più martoriata, sempre sulla fascia jonica, con un’arteria importante quale la Statale 106 per un lungo tratto pericolosa e inaccessibile.

 

Ma intanto, da quel 16 gennaio ad oggi, cosa si è mosso per attivare davvero un piano capace di contrastare in modo globale e strutturale il pericolo del dissesto idrogeologico e delle esondazioni dei fiumi?

“Purtroppo fino ad aprile saremo esposti ad eventi del genere” ha commentato in queste ore il Presidente Occhiuto. Vien da sé dunque che non solo questi fenomeni sono sempre più frequenti, ma che non è più tollerabile aspettare un solo giorno in più.

 

Intanto però, mentre al prossimo Consiglio regionale si parlerà dei nuovi assessori e sottosegretari della giunta extralarge firmata Occhiuto, la richiesta dell’Opposizione è che ai punti dell’ordine del giorno venga inserito il tema della difesa del suolo e soprattutto venga chiarito lo stato dell’arte dei lavori e le modalità di spesa dell’ingente somma disponibile.

 

Il tempo delle responsabilità non è più procrastinabile.