CROSIA – All’indomani dell’alluvione, Crosia prova a rialzarsi. Tra fango, danni ingenti e strade segnate da smottamenti, si lavora senza sosta per tornare alla normalità.
Nella giornata di oggi, 18 marzo 2026, l’assessore all’ambiente Serafino Forciniti è presente sul territorio per effettuare una prima quantificazione dei danni e coordinare gli interventi urgenti. L’amministrazione comunale, spiega, ha già mobilitato uomini e mezzi per fronteggiare l’emergenza e avviare le operazioni di ripristino, ringraziando al contempo tutti coloro che si sono attivati nelle ore più critiche (anche Regione, Protezione Civile e Calabriaverde).
Resta centrale il tema delle segnalazioni: i cittadini sono invitati a rivolgersi agli uffici comunali per comunicare e quantificare i danni subiti, passaggio fondamentale per l’avvio delle procedure di sostegno.
Intanto, le immagini dal territorio restituiscono il peso dell’emergenza: oggetti e utensili ammassati lungo le strade, scantinati invasi dal fango, detriti ovunque e mezzi di soccorso ancora operativi. Una comunità intera è impegnata a ripulire e ripartire.
Dal mondo sindacale arriva poi un richiamo alla prevenzione. Federica Pietramala, segretaria generale della Flai Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno, sottolinea la progressiva diminuzione degli operai idraulico-forestali, evidenziandone il ruolo cruciale nella salvaguardia del territorio. “Manutenzione dei boschi, pulizia e ripiantumazione – spiega – sono interventi indispensabili per contrastare il dissesto idrogeologico”. Da qui l’appello a rilanciare con decisione il settore.
Non mancano, infine, le polemiche sul piano politico. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, interviene duramente: “I fondi ci sono, il problema è che non vengono spesi”. Secondo Scutellà, la politica regionale sarebbe concentrata su altre priorità, come l’allargamento della giunta e la nomina dei sottosegretari.
Tra emergenza e ricostruzione, Crosia si trova così a fare i conti non solo con i danni dell’alluvione, ma anche con le criticità strutturali e politiche che, ancora una volta, tornano al centro del dibattito.

