CALABRIA - Una rondine, un uccello di appena 20 grammi, può percorrere fino a 10.000 km per tornare a nidificare da noi.
Un viaggio straordinario, pieno di insidie e difficoltà: partendo dal Sud Africa attraversa la savana africana, il deserto del Sahara e il Mediterraneo, affrontando tempeste di sabbia, catene montuose e condizioni climatiche spesso proibitive. E poi, dopo tutto questo, torna esattamente lì, sotto lo stesso porticato, la stessa grondaia, spesso nello stesso nido dell’anno precedente. Già questo ha dell’incredibile… ma non è tutto.
Come rondoni e balestrucci, le rondini sono specie insettivore obbligate: si nutrono esclusivamente in volo di insetti alati, il cosiddetto “plancton aereo”, soprattutto mosche e zanzare. Una sola rondine può consumare circa 800-1.000 insetti al giorno. Durante il periodo di allevamento dei piccoli, questo numero può salire oltre i 1.000-2.000 insetti quotidiani.
Significa che una singola rondine può eliminare migliaia di zanzare in pochi giorni: un aiuto concreto, naturale ed efficace per l’equilibrio dell’ecosistema e anche per il nostro benessere. E lo fanno nel modo più pulito possibile: senza inquinare, senza sostanze chimiche, semplicemente vivendo. Per questo è importante accoglierle.
Distruggere un nido di rondine, rondone o balestruccio è un reato. Queste specie sono rigorosamente protette dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE, recepita in Italia con la legge 157/92: gli articoli 3 e 21 (comma o) tutelano uova, nidi e nidiacei.
Non distruggiamo i loro nidi. Anzi, diamogli il benvenuto. E consideriamoci fortunati se scelgono proprio un angolo della nostra casa per tornare.
(Fonte Lipu Rende. Testo: Roberto Santopaolo e Foto: Maria Corrado e Ernesto Napolitano)

