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A MORANO UN EVENTO CON AL CENTRO L’AZIONE SOCIALE DI DON CARLO DE CARDONA

24-03-2026 17:30

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A MORANO UN EVENTO CON AL CENTRO L’AZIONE SOCIALE DI DON CARLO DE CARDONA

L’appuntamento è fissato per sabato 28 marzo, ore 16.00, nel Chiostro San Bernardino da Siena

MORANO CALABRO - “𝐂𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨, 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚, 𝐦𝐨𝐫𝐛𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚: 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧’𝐚𝐧𝐢𝐦𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚”. 𝐒𝐞 𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐭𝐞 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟐𝟖 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐈𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐃𝐞𝐜𝐚𝐫𝐝𝐨𝐧𝐢𝐚𝐧𝐚.

 

Il gigante del cristianesimo calabrese, don Carlo De Cardona (Morano, 1871-1958), per il quale è in fase avanzata la causa di beatificazione, a distanza di sessantotto anni dalla morte, continua a offrire spazi di confronto e approfondimento sui temi cardini della sua azione sociale. La quale, lungi dal poter essere ritenuta ormai superata, resiste alle tendenze effimere e si presenta come modello sempre applicabile ed efficace nella carente società moderna.

 

L’appuntamento, fissato per sabato 28 marzo, ore 16.00, nel Chiostro San Bernardino da Siena, giunto alla sesta edizione, è promosso dalla Diocesi di Cassano all’Ionio – Ufficio Sviluppo Integrale, e patrocinato dal Comune di Morano e dalla BCC Mediocrati.

 

Si tratta, anche per questa edizione, di una sfida all’indifferenza, alle attuali egemonie culturali e ai meccanismi autoreferenziali che sfociano spesso in una dimensione di passività e disimpegno. Un grido di attenzione a tutte le forme di povertà, che silenti gravitano intorno a un’umanità distratta.

 

Un’occasione per ascoltare i contributi di don Bruno Bignami, direttore nazionale della Pastorale Sociale, e di Ferdinando Pietropaolo, del Foro di Vibo Valentia. Ai relatori il compito di declinare gli argomenti suggeriti e introdotti da Domenico Graziano, direttore dell’Ufficio proponente. Non prima, però, che la platea avrà ricevuto i saluti del sindaco di Morano, Mario Donadio, il quale, oltre a dare il benvenuto agli ospiti, si soffermerà succintamente sulla figura dell’illustre concittadino e sui progetti che l’esecutivo da lui guidato intende avviare per stimolare le nuove generazioni alla conoscenza di don Carlo.

 

“Siamo pochi e fiacchi, il cammino che dobbiamo fare per raggiungere la meta è faticoso e lungo”. Su queste parole pronunciate dal sacerdote che visse accanto ai deboli e non lesinò energie per l’elevazione della classe operaia, sono attese, infine, le conclusioni del vescovo della diocesi di Cassano e vicepresidente della CEI, mons. Francesco Savino.