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IL CRATI HA ROTTO GLI ARGINI IN PIÙ PUNTI: NOTTE DI PAURA TRA CASSANO E CO-RO

14-02-2026 08:19

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cronaca, ambiente, disastroannunciato, esondazionecrati,

IL CRATI HA ROTTO GLI ARGINI IN PIÙ PUNTI: NOTTE DI PAURA TRA CASSANO E CO-RO

Stasi: “C'è rabbia oltre che stanchezza, perchè la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza”. Iacobini: “Straziato"

CORIGLIANO-ROSSANO – Il Crati nel pomeriggio di ieri ha superato i 5,50 metri, arrivando con una forza inaudita. Sono almeno tre i punti in cui l'argine destro è crollato, uno poco più sopra della ferrovia, due a valle della SS106, invadendo case, terreni, aziende, progetti. Quello che tutti temevano si è verificato. Nella tarda serata ieri, venerdì 13 febbraio il Crati ha rotto gli argini in più punti e ha invaso le zone limitrofe.

 

Protezione civile, vigili del fuoco e 118 hanno lavorato per tutta la notte. 

 

Il Sindaco di Cassano, Iacobini aveva raccomandato di abbandonare le abitazioni a Piano Lago e Lattughelle o quantomeno di rifugiarsi nei piani più alti.

 

Anche Il Sindaco di Corigliano-Rossano, Stasi, in via precauzionale ed urgente, aveva avvito i cittadini di C.da Thurio, Ministalla, Foggia e limitrofe, che era necessario per ragioni di sicurezza evacuare ed allontanarsi temporaneamente dalle proprie abitazioni fino a nuova comunicazione.

 

Stasi, sul suo profilo così scriveva ieri: “Intorno alle 17 avevo dato l'ordine di evacuazione su contrada Foggia, Thurio e Ministalla: all'arrivo dell'acqua dunque molti erano già fuori dalle abitazioni, mentre altri sono stati raggiunti grazie a Comune, Protezione Civile, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco. Molta gente è ancora fuori di casa, al freddo, perché non ha voluto altre sistemazioni: ne sto incontrando a Ministalla, a Thurio, a Foggia”.

 

“Siamo qui e siamo stati qui durante tutta la notte, lavorando per consentire alle imprese di intervenire sull'argine rotto, in condizioni difficili ed al buio, perché ogni ora è preziosa. Una delle rotture, forse la più impressionante a monte della ferrovia, è stata già fortemente ridotta e si sta lavorando contemporaneamente sulle altre”.

 

“C'è rabbia oltre che stanchezza: lo dico senza giri di parole e senza ipocrisia. C'è rabbia perchè la furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza, perché ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti, perché lo abbiamo chiesto ripetutamente”.

 

“Stiamo lavorando per rallentare, fermare, mitigare, senza sosta, ma c'è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di poter tornare in casa per capire quali mobili deve buttare, che aspetta di raggiungere i campi e gli animali con la speranza di trovare ancora qualcosa. Spero almeno che stavolta questa gente, almeno, venga tenuta in considerazione e gli venga data la possibilità di ripartire, perché l'ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli”.

 

Nel cuore della notte Iacobini pubblica una foto di Lattughelle sommersa, con il commento “è il mio cuore il paese più straziato”.

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