FRASCINETO - A Frascineto si rinnova una delle tradizioni più identitarie e suggestive della cultura arbëreshe: le Vallje, le celebri danze pasquali che ogni anno coinvolgono l’intera comunità in un grande momento di festa, memoria e appartenenza.
L’edizione 2026 di “Frasnita Katundi i Valleve” porterà ancora una volta nel cuore del paese i colori, i suoni e le emozioni di una tradizione secolare. Gli appuntamenti sono fissati per il 7 aprile a Frascineto e il 19 aprile nella frazione di Eianina, due giornate dedicate alla Pasqua arbëreshe, durante le quali il paese si anima con costumi tradizionali, canti antichi e le caratteristiche danze collettive.
Le Vallje rappresentano uno dei momenti più intensi della vita culturale della comunità arbëreshe. Si tratta di danze popolari eseguite in cerchio o in lunghe catene umane, durante le quali uomini e donne, spesso vestiti con i ricchi abiti tradizionali ricamati, si tengono per mano e avanzano al ritmo di canti tramandati oralmente nel corso dei secoli.
Ma le Vallje non sono soltanto una danza folkloristica. Il loro significato affonda le radici nella storia delle comunità arbëreshe, discendenti degli albanesi che tra il XV e il XVI secolo trovarono rifugio nel Sud Italia dopo l’avanzata dell’Impero Ottomano nei Balcani. Secondo la tradizione, queste danze celebrano proprio la vittoria dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg contro i turchi e simboleggiano la libertà ritrovata e la forza dell’identità di un popolo costretto a lasciare la propria terra ma deciso a non perdere la propria cultura.
Nel tempo le Vallje sono diventate anche un rito di comunità: durante la Pasqua arbëreshe, le strade del paese si trasformano in un grande palcoscenico collettivo dove generazioni diverse si incontrano e condividono la stessa tradizione. Il gesto di tenersi per mano nella danza rappresenta simbolicamente l’unità del paese, il legame tra passato e presente e la continuità di una cultura che resiste nel tempo.
Anche quest’anno, dunque, Frascineto si prepara a vivere giorni di grande partecipazione e suggestione, in cui storia, identità e spiritualità si intrecciano in una celebrazione capace di coinvolgere residenti, visitatori e appassionati delle tradizioni arbëreshe.
Un appuntamento che non è soltanto una festa, ma un racconto vivente di radici, memoria e appartenenza.

