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ASP DI COSENZA: DOPO IL CASO RIZZO AGGREDITO UN ALTRO DIPENDENTE

13-05-2026 10:24

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cronaca, sanità, sicurezza, aspcosenza, aggressione,

ASP DI COSENZA: DOPO IL CASO RIZZO AGGREDITO UN ALTRO DIPENDENTE

Ignorate le richieste di sicurezza e tutela del personale. Clima teso negli uffici

COSENZA - Secondo caso di intimidazioni e violenze tra il personale interno dell’Azienda provinciale di Cosenza nel giro di pochi giorni. Anche questo ad opera della stessa persona autrice dell’aggressione precedente.

 

Era il 23 aprile quando il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Martino Rizzo subiva violenza verbale e fisica nei pressi di via Alimena. A distanza di pochissimo tempo un altro dipendente Asp comunica all’azienda di aver subito calunnie, torti ed ingiurie dal medesimo soggetto che ad aprile ha mandato il direttore Rizzo in pronto soccorso con prognosi di 21 giorni a seguito di lesioni e contusioni riscontrate in ospedale.

 

Non c’è due senza tre? Speriamo di no.

 

Eppure i comportamenti aggressivi del soggetto in questione erano già cosa nota. Esistono segnalazioni, tutte documentate e protocollate, che già evidenziavano atteggiamenti poco consoni, anzi violenti, per i quali si chiedono all’Asp provvedimenti urgenti a tutela della salute e della sicurezza del personale. Sono settimane infatti che negli uffici del Capoluogo si respira un’aria tesa che non giova affatto alla produttività dell’azienda sanitaria e non consente un clima di lavoro sereno e adeguato.

 

Clima che dovrebbe essere garantito in qualsiasi posto di lavoro, ancor più se si tratta di un’azienda pubblica. Ancor più se quest’azienda si occupa di Salute.

 

Ma, a quanto pare, le richieste sono cadute nel vuoto mentre il dipendente in questione continua a minacciare e infliggere violenza al bersaglio di turno. Perché non è stata messa in atto alcuna disposizione volta a riportare un clima adeguato tra i dipendenti? Ma c’è di più. Quando i Carabinieri sono giunti sul posto per accertare i fatti, l’aggressore ha potuto dileguarsi con tutta facilità.

 

Le indagini naturalmente sono in corso, ma la riflessione è d’obbligo: come è possibile perpetrare atti di violenza sul luogo di lavoro senza che venga preso alcun provvedimento interno per tutelare i dipendenti nonostante le molteplici richieste di aiuto?

 

Con quale spirito lavoratori e lavoratrici devono sedersi alla scrivania sapendo che circola qualcuno capace di compiere gesti simili?

Ma è andando a ritroso di questa storia che tutto diventa più chiaro. Il dipendente che ad aprile ha aggredito il direttore Rizzo e che recentemente ha vessato un altro lavoratore, in passato era stato trasferito all’ufficio di Cetraro proprio per i suoi comportamenti poco consoni. Poi il giudice del lavoro di Paola stabilisce il rientro presso gli uffici di Cosenza ma la destinazione è una sede periferica. Il dipendente però, piuttosto che recarsi presso la nuova sede assegnata, continua a frequentare la sede di Cosenza con le conseguenze che oggi tutti sappiamo.   

 

Intanto il personale Asp chiede sicurezza e invoca l’attenzione ma soprattutto la tutela dell’azienda.

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