ROMA - La crisi energetica torna a far paura in Italia e in tutta l’Unione europea. Dopo le prime avvisaglie lanciate dal commissario europeo all’Energia Kadri Simson, è il ministro della Difesa Guido Crosetto a confermare uno scenario preoccupante: nel giro di poche settimane potrebbero scattare chiusure diffuse.
In un’intervista al Corriere della Sera, Crosetto ha spiegato che, se la situazione internazionale dovesse peggiorare, “non tutto, ma molto” potrebbe fermarsi entro un mese. Alla base dell’allarme c’è la fragilità delle riserve energetiche italiane, giudicate insufficienti anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A pesare è soprattutto il protrarsi della guerra con l’Iran e l’incertezza legata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico di petrolio. In caso di mancata riapertura, l’ipotesi di un vero e proprio “lockdown energetico” diventerebbe concreta.
Al momento non si parla ancora di razionamenti, ma l’Unione europea si sta preparando agli scenari più critici. Anche l’Italia valuta misure di contenimento dei consumi: dalla riduzione dell’energia nelle abitazioni allo stop o rallentamento delle attività industriali non strategiche, fino a limitazioni su riscaldamento, illuminazione e mobilità.
Provvedimenti già sperimentati in altri Paesi europei e che, se necessario, potrebbero essere adottati anche nel nostro Paese per fronteggiare una crisi destinata a durare.


