QUATTROMIGLIA - Si è tenuta mercoledì 20 maggio a Quattromiglia un’assemblea pubblica promossa da studenti e studentesse del collettivo universitario Aula Studio Liberata per discutere delle trasformazioni che stanno interessando il territorio dell'area urbana e le condizioni della popolazione studentesca.
Al centro del confronto sono emerse: “la situazione insostenibile del caro affitti, le difficoltà di chi vive negli alloggi pubblici universitari, il tema dei trasporti per studenti e pendolari che hanno subito rincari fino al 40% sui prezzi dei biglietti e più in generale la critica ad un modello di sviluppo urbano che trae profitto dalla crescente presenza degli studenti”.
Secondo il collettivo, “negli ultimi anni la crescita dell’Unical è stata accompagnata da un forte aumento dei costi abitativi nell’area di Quattromiglia, con stanze in affitto che raggiungono cifre insostenibili per molte famiglie, alcune testimonianze parlano di canoni medi attorno ai 400€ per una stanza singola”.
A fronte di questo scenario, “la situazione degli alloggi pubblici dell'Unical e le difficoltà vissute dagli studenti provenienti dalle aree interne continuano ad aumentare: vengono segnalati ritardi nell'assegnazione, strutture umide e sovraffollate”.
Una grande attenzione è stata dedicata inoltre ai nuovi studentati privati in costruzione nel territorio di Rende e al modello di housing universitario promosso dal Ministero dell’Università attraverso i fondi PNRR. È stato contestato durante l'assemblea "un sistema che favorisce gli investimenti privati e processi di speculazione immobiliare e cementificazione nel territorio senza rafforzare realmente il diritto allo studio e il patrimonio pubblico degli alloggi universitari".
Nel corso dell’assemblea si è discusso anche della questione dei trasporti, dopo i recenti aumenti delle tariffe degli autobus che incidono pesantemente sulla vita di studenti e pendolari.
È emersa la volontà di non limitarsi a denunciare i problemi ma aprire un percorso collettivo che rimetta al centro il diritto allo studio, il diritto alla casa e il diritto alla mobilità.
L’assemblea si è proposta come un primo momento di confronto pubblico aperto alla cittadinanza, agli studenti e a tutte le soggettività che non vogliono rassegnarsi di fronte ad un modello urbano che sfrutta la centralità dell'università per trarre profitto dagli sforzi sempre più crescenti della comunità.


