CORIGLIANO-ROSSANO/CARIATI – Due giornate intense, vissute tra spiritualità, riflessione e vicinanza concreta alla gente di mare. La Diocesi di Rossano-Cariati ha celebrato la Domenica del Mare 2026, appuntamento promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso l'Apostolato del Mare, coinvolgendo le comunità di Cariati e Schiavonea in un percorso dedicato ai pescatori, ai marittimi e alle loro famiglie.
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Alle due giornate hanno preso parte numerosi pescatori e marittimi, le loro famiglie, rappresentanti delle istituzioni civili e militari, della Capitaneria di Porto, delle associazioni del territorio e della Chiesa diocesana, uniti nel rendere omaggio a una comunità che ogni giorno vive e lavora sul mare.
Le celebrazioni si sono aperte a Cariati, dove l'arcivescovo monsignor Maurizio Aloise ha raggiunto uno ad uno i pescherecci ormeggiati al porto per benedire equipaggi e imbarcazioni. Un gesto semplice ma carico di significato, seguito da un convegno che ha acceso i riflettori sul valore del lavoro marittimo, sulla dignità della persona e sulla necessità di costruire comunità più solidali.
Particolarmente sentito l'intervento di don Bruno Bignami, direttore dell'Ufficio nazionale per i Problemi sociali e il lavoro della CEI, che ha richiamato i temi della solidarietà, della lotta all'indifferenza e della responsabilità condivisa verso chi affronta ogni giorno sacrifici spesso invisibili.
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Il giorno successivo il cuore della manifestazione si è spostato al Mercato ittico di Schiavonea, dove la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Aloise ha rinnovato il messaggio di speranza rivolto a chi vive del mare. Nell'omelia l'arcivescovo ha ricordato come dietro ogni nave ci siano «volti, famiglie e sacrifici», sottolineando che il lavoro dei pescatori rappresenta non solo un'attività economica, ma una vera vocazione fatta di coraggio, dedizione e rispetto per il creato.
Un filo conduttore ha attraversato entrambe le giornate: il mare come luogo di incontro e fraternità. «Gli oceani non dividono i popoli, ma li mettono in comunicazione», ha ribadito l'arcivescovo, richiamando l'importanza di custodire insieme l'ambiente e la dignità di chi ogni giorno affronta il mare per garantire sostentamento alle proprie famiglie.
Anche a Schiavonea si è rinnovato il tradizionale rito della benedizione delle imbarcazioni, seguito da un momento di convivialità tra pescatori, cittadini e istituzioni e dalla mostra Ricordi Azzurri, dedicata alla storia della marineria locale.
Due giornate che hanno saputo intrecciare fede, cultura e memoria, confermando la volontà della Chiesa di essere accanto a una comunità troppo spesso silenziosa ma fondamentale per il territorio, affinché nessun lavoratore del mare si senta invisibile.
Fonte: sito dell'Arcidiocesi di Rossano-Cariati.
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