CORIGLIANO-ROSSANO – Dare una traccia non significa decidere il risultato. Nell'educazione dell'infanzia, un laboratorio ben pensato è come il titolo di un tema: indica una direzione, apre una possibilità, consegna ai bambini uno spazio dentro il quale provare, scegliere, correggersi, inventare. Ed è proprio lì, quando un bambino non riesce a riprodurre ciò che ha visto ma trova da solo un'altra strada possibile, che la fantasia diventa autonomia, il gioco diventa problem solving e l'attività educativa rivela il suo valore più profondo.
È questo il filo rosso pedagogico che lega le attività laboratoriali svoltisi nei giorni scorsi al Polo Infanzia Magnolia nell'ambito delle attività del Centro estivo. Ad illustrarli la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia. Tre esperienze diverse, pensate per stimolare manualità, creatività, coordinazione, osservazione, capacità di scelta e autocontrollo, sempre con il supporto delle educatrici ma senza togliere ai bambini il piacere della scoperta.
Nel laboratorio con la pasta di vendita, i bambini hanno manipolato l'impasto e utilizzato i colori a tempera per ricreare forme diverse. Un'esperienza semplice solo in apparenza, perché impastare, modellare, colorare e dare forma a un materiale richiede attenzione, precisione, controllo del gesto e coordinazione. Attraverso le mani, i bambini hanno sperimentato consistenze, trasformazioni e possibilità creative, imparando che ogni forma nasce da un tentativo.
Il secondo laboratorio ha portato i bambini alla scoperta del mare. In una vasca trasparente, con il colore a tempera blu, è stato ricreato un fondale marino nel quale i piccoli hanno pescato con le mani conchiglie, pesci, aragoste e stelle marine. Un'attività sensoriale e immersiva, capace di unire curiosità, movimento, sorpresa e riconoscimento delle forme, trasformando il gioco in esperienza concreta di osservazione.
Nel terzo momento, i tavoli sono stati capovolti e ricoperti con la pellicola, diventando superfici trasparenti sulle quali i bambini, con pennelli e tempere, hanno provato a rappresentare ciò che avevano visto e pescato nella vasca. Ma l'attività ha preso una direzione ancora più interessante: non tutti riuscivano a riprodurre le forme marine e, senza scoraggiarsi, molti hanno scelto più vicine al proprio mondo, disegnando cuori e fiori per le mamme, palloni per chi ama il calcio, forme semplici e personali. Il laboratorio, così, da esperienza guidata si è trasformato in un percorso libero di espressione.
Per Magnolia, questo è il cuore pedagogico dell'iniziativa. Il bambino non va corretto solo perché non segue esattamente la traccia iniziale. Va osservato nel modo in cui cerca una soluzione, rielabora la consegna, supera una difficoltà e trova un linguaggio adatto alle proprie possibilità. In quel momento sta sviluppando competenze autonome: non si blocca davanti all'ostacolo, non rinuncia, non aspetta che l'adulto faccia al posto suo, ma costruisce una risposta personale.
I bambini, se ben seguiti – sottolinea Teresa Pia Renzo – riescono a sviluppare autonomia, autocontrollo e capacità creativa anche dentro attività molto semplici. Il compito dell'adulto non è imporre un risultato perfetto, ma predisporre un contesto, offrire strumenti, garantire sicurezza e accompagnare il bambino mentre prova a fare da sé. È così che il Centro estivo Magnolia continua a essere non una pausa dall'educazione, ma un tempo diverso della crescita: più libero, più leggero, ma sempre ricco di senso.

