CORIGLIANO-ROSSANO – Un peperone può diventare un fiore. Una cipolla può lasciare sulla carta un’impronta inattesa. Un limone, un gambo di sedano o uno spicchio d’aglio possono trasformarsi in strumenti creativi capaci di aprire ai bambini un modo nuovo di guardare la natura. Al Centro Estivo Magnolia, anche gli elementi più semplici della quotidianità sono diventati occasione di scoperta, fantasia e meraviglia, dimostrando che l’arte, nella prima infanzia, nasce spesso proprio da ciò che i bambini possono toccare, osservare, trasformare.
È la pedagogista Teresa Pia Renzo, direttrice della Cooperativa Magnolia, a sottolineare il valore del laboratorio di arte astratta promosso nell’ambito delle attività del Centro Estivo. Un’esperienza pensata per accompagnare i bambini oltre il disegno tradizionale, offrendo loro strumenti naturali, forme irregolari, consistenze diverse e possibilità espressive non predefinite. Peperoni, cipolle, aglio, sedano e limone sono diventati timbri naturali attraverso i quali ciascun bambino ha potuto sperimentare impronte, texture, colori e combinazioni sempre nuove.
Il laboratorio ha permesso ai bambini di osservare frutta e ortaggi non soltanto come alimenti, ma come materiali capaci di raccontare forme, superfici e tracce. Ogni impronta ha prodotto un effetto diverso, ogni gesto ha generato una sorpresa, ogni colore ha aperto una possibilità. È in questo passaggio l’attività ha assunto il valore educativo della scoperta sul campo con il bambino che impara come la realtà può essere riletta, reinventata, trasformata con immaginazione e libertà.
Attraverso questa esperienza, i piccoli partecipanti hanno potuto sperimentare un modo libero e personale di fare arte. Non c’era un modello da copiare, né un risultato uguale per tutti. Ogni dipinto è diventato unico, frutto della curiosità, della sensibilità e della fantasia di ciascuno. L’arte astratta, proprio perché non impone una forma obbligata, aiuta i bambini a sentirsi più sicuri nel gesto creativo, a scegliere, provare, accostare colori e riconoscere valore alla propria espressione.
Attività come questa – spiega la pedagogista - non sono semplici momenti ricreativi. Sono esperienze che sviluppano motricità fine, coordinazione occhio-mano, percezione sensoriale, attenzione, autonomia e capacità di esplorazione. Usare un ortaggio come timbro significa esercitare il controllo del gesto, dosare la pressione, osservare l’effetto prodotto, correggere, riprovare e lasciarsi sorprendere. È un apprendimento concreto, che passa dalle mani prima ancora che dalle parole.
I bambini – conclude Teresa Pia Renzo – hanno bisogno di esperienze capaci di accendere lo stupore. Non servono sempre strumenti complessi per costruire percorsi educativi significativi. A volte basta un limone, una cipolla, un colore e uno spazio libero per permettere ai bambini di scoprire che la natura può diventare arte, che ogni gesto può generare bellezza e che la fantasia è una competenza preziosa da coltivare fin dai primi anni. -

