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Mo Vi cuntu una poesia: il libro di Rocco Greco che profuma di radici

22-08-2026 13:36

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Mo Vi cuntu una poesia: il libro di Rocco Greco che profuma di radici

Una raccolta di poesie in dialetto che racconta Bocchigliero e la sua comunità    Successo di partecipazione per la presentazione del libro Mo Vi cunt

 

 

Una raccolta di poesie in dialetto che racconta Bocchigliero e la sua comunità

 

 

 

Successo di partecipazione per la presentazione del libro Mo Vi cuntu una poesia di Rocco Greco pubblicato dalla Luigi Pellegrino Editore. Una raccolta di poesie in dialetto bocchiglierese che trascende la valenza linguistica e, al pari della Maddalenina di Proust, riporta il lettore indietro nel tempo a quella che era la vita a Bocchigliero oltre mezzo secolo fa regalando un’esperienza immersiva.

Temi centrali la famiglia, l’amicizia, la politica – non mancano stoccate a quella tipologia di politici che prima promettono e poi si scordano – e la sua amata Bocchigliero, città natale da cui parte molto presto prima per frequentare il seminario, dove non ha terminato il percorso, poi per la Germania alla ricerca di un lavoro più gratificante. Ma la sua Bocchigliero se la porta sempre dentro, in ogni posto in cui la vita lo conduce. Un po' come tutti i calabresi: con i piedi nel mondo e la Calabria nel cuore.

Non per caso la presentazione del libro ha avuto luogo a Bocchigliero alla presenza del sindaco Alfonso Benvenuto, dell’Assessore – tra i rami – alla Cultura Giusy Santoro, la professoressa Maria Teresa Ruperto che del libro ha curato la presentazione e la prefazione, del professor Ludovico Aurea e di Ciccio Filippelli. Tutti d’accordo sul valore del libro non solo linguistico ma concettuale. Una raccolta che attraverso le poesie racconta la storia di una comunità, lo spirito e le sue radici, tanto da lanciare una proposta: perché non fare di Mo vi cuntu na poesia un marcatore identitario, un simbolo della cultura bocchiglierese?

Ma la tradizione, è noto, vince quando si mescola con l’innovazione. Si è partiti dalle radici per portare lo sguardo al presente immaginando insieme ricette e soluzioni possibili contro lo spopolamento. È dai piccoli borghi, così come dai piccoli gesti e rituali, che nasce la cultura. Tenere vivi e vivaci le nostre piccole comunità, sebbene difficili da raggiungere perché nell’entroterra, significa mantenere viva la nostra storia e la nostra identità.

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