La Calabria delle guerre protagonista a Torino: a Portici di Carta, l'abbraccio della Calabria con l’Africa Subsahariana nel solco della tematica“Leggere il Mondo”.
Domenica 11 ottobre, a Torino, presso lo Spazio incontri Meraki di Piazza San Carlo allestito per l’occasione, la sconfinata Africa Subsahariana e la piccola Calabria sono state al centro di un dibattito seguito alla presentazione di La Calabria delle guerre, il libro che esplora conflitti catastrofici e rivolgimenti popolari che nel corso di due millenni e mezzo hanno lasciato sul suolo calabrese un numero impressionante di morti.
Con il Centro Interculturale della Città di Torino e l’Associazione Donne Africa Subsahariana e II Generazione, nel contesto di Portici di Carta, la manifestazione librario-letteraria all’aperto promossa da Salone del Libro e Città di Torino tra le più importanti e partecipate del mondo, Valentina Dattilo ha moderato un dibattito che ha visto protagonisti lo stesso Ettore Bruno, autore del libro in presentazione, nonché Antonio Collura, referente della Cooperativa Senza Frontiere di Torino e l’avvocato Michele Spagnuolo.
Al centro della discussione, i conflitti che in epoca magno greca hanno prodotto un numero impressionante di caduti sui terreni calabresi a partire da due grandi battaglie combattute a distanza di pochi anni l’una dall’altra e durante le quali si fronteggiarono eserciti potenti e spietati, con bagni di sangue, soldati fatti a pezzi e fiumi tinti di rosso fino alla foce. Battaglie che produssero massacri spaventosi, registrando “bollettini di guerra” impressionanti. Quasi trecentomila morti furono, infatti, la tragica conseguenza di questi violentissimi scontri armati, il primo consumato sulle sponde di un fiume che si getta nel Mar Ionio a sud di Corigliano-Rossano e il secondo sulle rive di un torrente che disperde le acque nel mare di Roccella Ionica.
Il dibattito si è poi sviluppato, nel solco della tematica Leggere il Mondo, intorno alle problematiche che accomunano le due aree del mondo, con uno sguardo alle possibili visioni comuni e alle possibilità di crescita, fino al tema dell’integrazione e dello spopolamento. Due terre di emigrazione, due aree in affanno, due parti del pianeta che reclamano, e meritano, una prospettiva di futuro.






